INEDITI

Cenni di storia del Circolo Lavoratori Terni (aspetti sportivi, ricreativi, culturali)

 

di Giorgio Cipolla 


Nelle pagine di questa rubrica viene pubblicato un dattiloscritto inedito dell’ingegner Giorgio Cipolla (Terni, 1923 - Terni, 2006). In calce al suo dattiloscritto, l’autore scriveva: “In questa carrellata ho certamente omesso di citare nomi tra quelli che si sono dedicati alle attività dell’USL e del CDA. A tutti quelli che, nominati o non, hanno dato il loro appassionato contributo alla realizzazione delle iniziative che sono state descritte e chi ne ha scritto la storia in ricerche monografiche (Tina Moretti Antonucci), i soci del sodalizio e l’intera città debbono un vivo ringraziamento”.

Rispetto all’originale sono state apportate solo minime correzioni (soprattutto nell’uso delle maiuscole e delle minuscole, nelle grafie delle sigle e delle abbreviazioni) per uniformare il testo alle norme redazionali e grafiche utilizzate da questo periodico. Le citazioni sono state riportate in corsivo, come nell’originale, mentre sono stati resi in grassetto i nomi in origine sottolineati. Grazie alla collaborazione del Circolo Lavoratori (e di Giorgio Materozzi) viene qui pubblicata una selezione di foto, provenienti dall’Archivio del Circolo stesso, che ne illustra l’attività.


 

 

Agli albori vi sono nella Historia di Terni di Francesco Angeloni - Parte III, alcune pagine ove Descrivesi la moderna città di Terni, che all’introduzione recano:

Non possono gli uomini viver felici, se dello stato proprio ben sicuri non sono: però gli antichi gentili colui per Dio collocavano che gli ozii assicurava. Per essere sicuri, cioè difesi da nemici e fiere – si prosegue – si fabbricarono le città. Si passa quindi a descrivere la Terni moderna (nei primi anni del XVI secolo), divisa in sei quartieri o rioni, circondati di mura di pietra con trenta torrioni. Sta nel dintorno il fiume Nera, nell’orgoglioso e rapido suo corso e da esso derivano varii condotti d’acqua, che trascorrono all’interno (delle mura) per comodo delle arti, degli edifici, dei lavatori e delle delizie dei giardini. Uno di questi canali d’acqua scorre veloce nei pressi di San Nicandro, si comparte (tra l’altro) a varii giardini e presenta nel suo corso una ben lunga e capace ”nave” fabbricata di pietra, che oltre i canaletti che per esso rinchiude, nei quali varie insidie si tendono ai pesci, manda in alto grandi e fronzuti pioppi ivi cresciuti; le cui grate ombre sono di ristoro a coloro che col passeggiare, pescare, con lieti discorsi e cene accompagnate talvolta da suoni e canti, vanno con simili delizie trapassando il tempo.

Il tempo libero (gli ozii) è antico quanto l’uomo, ma è con la rivoluzione industriale che si pone l’antitesi tra tempo di lavoro e tempo libero: è alla fine del XIX secolo, con l’avvento della Grande Industria nella nostra città, che si attiva in essa la vita culturale con due giornali cittadini: L’Unione Liberale e il Cornelio Tacito e si costituiscono due società sportive: la Palestra Garibaldi e la Società Ciclistica. Uno dei più importanti esponenti della cultura cittadina, Luigi Lanzi, è anche direttore della Palestra.

Le radici del Circolo Lavoratori Terni possono essere individuate nell’attività in campo sportivo, ricreativo e culturale della Società Terni, che dopo il 1925 aveva accresciuto la sua importanza nella vita cittadina fino ad identificarsi con la città stessa.

è allora che nasce il Dopolavoro aziendale, un primo sodalizio che disponeva di strutture quali il campo sportivo di viale Benedetto Brin detto “la pista” (pista ciclabile, piste e pedane per atletica leggera, campo di calcio, due campi da tennis). In via Muratori fu costruita una palestra, ed un’altra fu ricavata al piano seminterrato dell’Hotel sotto il vecchio Palazzo Comunale in piazza V. Emanuele (ora piazza della Repubblica). Per il nuoto e i tuffi vi erano il rudimentale “Vascone” e la piscina di Nera Montoro. Sul lago di Piediluco sorse un centro di canottaggio. Al Terminillo fu costruito il rifugio, destinato in un primo tempo alle squadre di sciatori che curavano la manutenzione delle linee elettriche aeree in montagna. L’attività sportiva che si svolse dal 1927 al 1942/43 richiama alla mente vari nomi: nella ginnastica Ferri, Pieramati, poi divenuti istruttori e il giovanissimo Spina, nella lotta Molfino (olimpionico nel 1936 a Berlino) e Galeazzi nel pugilato, sotto la guida di Annibale Ranieri, con Nello Sabbati (allenatore), lo stesso Galeazzi, i pugili Amleto Falcinelli, che nel dopoguerra diverrà pugile professionista di spicco in campo nazionale ed europeo, Giuseppe Farfanelli, olimpionico nel ’36 a Berlino, che a Terni divenne professionista nei Leggeri e Campione italiano. Poi i tennisti: Casadei, A. Bizzarri, Lo Moro (anche calciatore), nella pallavolo Barbato, nella scherma Fontana, Ascenzioni e un folto gruppo di giovanissimi, allenati dai maestri Casoretti, Galante, Pessina. Nell’atletica leggera M. Chiari, B. Paganelli. Nel ciclismo Cassio Macchietti, consigliere nazionale della Federazione, con il suo interessamento, promosse le affermazioni di Latini, Desideri, Brogelli e di Elvezio Palla. Infine il calcio: già praticato a Terni dai “padri” del calcio ternano prima della prima guerra mondiale (ancora Pieramati, B. Mandrelli, R. Fancelli, Ita1o Ciaurro) si passa all’Interamna F.C. 1915 e al Terni  F.B. Club 1920 (E. Fancelli, Bardea, Chiaranti, Pizziolo, Ricci, Carotti (il pittore), Cari, Lo Moro, Romboli, Verzi, Riccini, Cabiati, Bellini, Joppolo). Dal 1928 in poi la U.S. Ternana (maglia a  strisce giallo azzurre) poi Polisportiva Ternana (rosso-verde) contava su Pangrazi, Ricci, Riccini, Cabiati, Lo Moro oltre che su ex giocatori della Roma, del Bologna, del Genoa. Negli anni 38 - 42/43 la Ternana aveva tra gli altri Ancillotti, Ostromann, Ventrella, Maran, Mazzetti, Ukmar, Caldarulo, Cioni, F. Moretti, Bruscantini, Del Guerra. Gli allenatori furono Winkler, Karoly, Gianfardoni, Colombari, Rossetti (tutti nomi di spicco del Foot-ball danubiano ed italiano).

Sono in grassetto i nomi che si ritrovano, talvolta in nuove vesti, nel successivo trentennio, che va dalla fine della seconda guerra mondiale al 1975.

L’attività culturale, basata su prosa, anche in vernacolo, opere liriche, operette, musica classica e leggera, si svolgeva nel teatro del Dopolavoro, in via Aurelio Saffi (presso l’attuale villaggio sportivo) a Terni, oltre che in centri minori (Collestatte, Nera Montoro). Intensa era anche l’attività ricreativa (ballo, gite), oltre al teatro, il centro del Dopolavoro di Terni comprendeva una sala di lettura con biblioteca, sala da biliardo, bar.

 

Dal 1945 in poi

La guerra è passata. Si ritrovano antiche abitudini, nascono nuove speranze, si cercano modelli diversi di vita nell’ansia di riconquistare un tempo perduto. Mai come in questo primo dopoguerra si ritroverà tanto fervore, tanta urgenza di vita (Tina Moretti Antonucci, in Il Circolo lavoratori Terni: le sue origini e la sua storia, CESTRES 1988).

Il Circolo Terni riprende la sua attività, bruscamente interrotta dalla guerra, che la nostra città ha sofferto duramente in gravissime perdite di esseri umani, sia civili che combattenti e nella distruzione di abitazioni, edifici commerciali, opifici, servizi. Nel ‘45 un gruppo di dipendenti della Società Terni, in gran parte sportivi del vecchio Dopolavoro, si riuniscono per esaminare il da farsi. Tra essi: C. Macchietti, Ventrella, Cari, Molfino, Pangrazi. Le difficoltà da superare sono enormi, ma lo spirito dell’epoca non conosce la rassegnazione. Anche un Circolo ricreativo-sportivo può rappresentare un simbolo della ricostruzione.

Così nasce l’Unione Sportiva Lavoratori Società Terni. Il Circolo è retto da un Consiglio eletto dai Soci, tutti dipendenti della Società Terni, i consiglieri sono ripartiti in proporzione al numero dei dipendenti delle varie unità aziendali: siderurgico di Terni, elettrochimico di Papigno, chimico di Nera  Montoro, elettrico di Terni (poi anche elettrico di Teramo per il bacino del Vomano), cementerie di Spoleto, miniere di Morgnano e Bastardo, Uffici di Roma, Direzione Generale (in quegli anni a Terni, poi a Roma). Il primo Consiglio è presieduto da Macchietti, con vice Ranieri, consiglieri Sintoni, G. Moretti, Castellani, Pieramati, Galeazzi. Vi è inoltre un gruppo di addetti alle sezioni, tra essi: Ventrella (calcio), Ranieri (canottaggio), Sintoni e Barbato (pallavolo), Fortini e Tonnetti (atletica leggera), Molfino e Galeazzi (atletica pesante), Inches (Bocce), Ranieri, Ronconi e Carosi (pugilato).

Ne1 1946 il Consiglio è presieduto da Gasparini, vicedirettore dello stabilimento di Terni, vice è Macchietti. Si aggiungono ai precedenti altri consiglieri quali Arrighi, G. Proietti, Bellini, Lendinara, Antinucci, Corvo, Ventrella, Chinè, Carnevali. Si avvia subito il ripristino degli impianti sportivi e ricreativi danneggiati dai bombardamenti del ‘43 e ‘44 (non il teatro che era stato distrutto dai bombardamenti).

Nel 1948 il Consiglio è composto da Gasparini presidente, vice G. Cipolla, consiglieri Fortini, Castellani, Mirabelli, Sintoni, Ventrella. Addetto all’organizzazione R. Gerri. Agli addetti alle sezioni si aggiungono Mirabelli (nuoto), Baruchello (scherma).

In quell’anno in via L. Muratori si avvia la costruzione della piscina, di 2 campi da tennis e di una pista per il pattinaggio per costituire il Villaggio Sportivo, nell’area, a fianco della palestra esistente, che si salvò dai bombardamenti.

Ero entrato alla Terni all’inizio dell’anno come giovane ingegnere e suppongo che la mia designazione al Consiglio e al Direttivo fosse stata caldeggiata dal presidente dell’USL, per destinarmi a seguire il progetto e la costruzione della piscina stessa, naturalmente al di fuori delle ore di lavoro in stabilimento, come faceva lui.

La costruzione della piscina ha rappresentato nel momento della ripresa postbellica, con le grandi difficoltà di allora, un segno importante per una città che è riuscita a bruciare le tappe di un dopoguerra sofferto e pieno di sacrifici. L’opera fu realizzata in un tempo record di 8 mesi e fu inaugurata nell’agosto del 1949. Si trattava della prima piscina olimpica (lunghezza 50 metri) nel Centro Italia, dopo quella esistente del Foro Italico in Roma. Il sito per la costruzione fu individuato dalla Società Terni nell’area sopra indicata, facente parte del terreno della vecchia fonderia ghisa, che era stata distrutta dai bombardamenti. In esso si è sviluppato il Villaggio Sportivo.

La fonderia ghisa era stata costruita a Terni nel 1873, dotata di due piccoli altiforni dai cittadini svizzeri Fratelli Lucowich che l’avevano gestita fino al 1879 per cederla poi al franco-belga Cassian Bon che a sua volta, dopo una brillante attività, la cedette alla Società Alti Forni Fonderie Acciaieria Terni (1884) poi divenuta nel 1922, “Terni per l’Industria e l’Elettricità”.

La piscina fu realizzata contraendo un mutuo di 25 milioni con il Credito Sportivo di Roma al tasso di interesse del 4% annuo, che rimase a carico della Società Terni per il 2%, mentre per il residuo 2% il CONI concesse un contributo in conto interessi.

Il presidente dell’USL, l’artefice della realizzazione così rapida ed al contempo perfetta in ogni particolare, si assunse l’incarico di sviluppare i contatti con la Società Terni e con il CONI del quale erano allora rispettivamente presidente l’avv. Onesti e segretario generale il dott. Zauli.

Il progetto architettonico fu affidato all’arch. Galliussi e quello delle opere strutturali al prof. ing. Viale dell’Università di Roma. Notevoli apporti tecnici dettero gli ingegneri Harrauer e Cardellini (progettista di chiara fama di grandi opere idrauliche il primo, suo valido collaboratore il secondo) e l’ing. U. Fornaci sempre della Società Terni. La supervisione da parte del CONI fu affidata al prof. Roccatelli, preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma ed all’ing. Berti capo dell’Ufficio Tecnico del CONI. Io ebbi la funzione della direzione lavori, insieme a tecnici della Società Terni, di grande esperienza e capacità (Carrai, Gontero, Santoni ed altri). I lavori furono affidati in appalto - concorso alla ditta Cruciani. La Società Terni realizzò con proprio personale gli sbancamenti, le opere metalliche, le tubazioni e acquistò le apparecchiature necessarie (per il filtraggio ed il trattamento delle acque in continuo). Tra i notevoli accorgimenti tecnici che ne hanno assicurato la durata nel tempo vi è la soluzione adottata per il fondo della vasca, il quale, tenendo conto della natura eterogenea del terreno costituito dal riempimento delle fosse di formatura e colaggio della vecchia fonderia che lo rendevano estremamente ed irregolarmente cedevole, fu realizzato con una sottile soletta in cemento armato divisa in riquadri dotati di giunti impermeabili; si è consentito cosi l’adattamento alle deformazioni del terreno senza rotture, come sarebbe avvenuto invece con una soluzione tradizionale a soletta spessa e robuste travi di irrigidimento. Altre opere realizzate nel Villaggio Sportivo furono, in quel periodo, una vasca minore per i bambini, i campo di pattinaggio, due campi da tennis in terra rossa, i campi di bocce. Fu ripristinata la palestra. Il rifugio al monte Terminillo fu adeguato con successivi interventi trasformando i vecchi locali multipli in camere separate e dotate di più moderni servizi, sino a farne una residenza molto apprezzata dai soci (all’ora in numero di 12.000) sia in inverno che in estate. In seguito furono realizzati i campi di bocce, due nuovi di tennis (4 in totale di cui parte coperti con teloni gonfiabili). Infine nel 1974, su progetto dell’arch. De Seta, fu costruita in via Muratori la sede del Circolo, con una grande biblioteca dotata di posti a sedere, in grado di ospitare dibattiti e manifestazioni minori.

 

L’attività sportiva e ricreativa

Dalla fondazione nel 1945 al 1960, anno in cui si trasformò in Circolo Dopolavoro Aziendale il sodalizio ha avuto come presidenti:

1945: Macchietti, vice Ranieri;
1946: Gasparini, vice Macchietti;
1948: Gasparini, vice Cipolla;
1953: Tissi, vice Cipolla;
1958: Cipolla, vice Ranieri.

L’attività svolta fu di carattere prevalentemente sportivo, aperta per la parte agonistica anche ad atleti non solo della Società Terni e seguita dagli appassionati dell’intera città. I fatti ed i protagonisti vengono di seguito elencati.

 

Ciclismo

Nel 1948 Perona, della USL, vinse per l’Italia, in coppia con Teruzzi, la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra (le prime del dopoguerra) nel tandem su pista, battendo la coppia inglese forte del più grande specialista mondiale Harris e di Bannister;  sempre con Teruzzi partecipò poi ad una manifestazione al motovelodromo Appio in onore dei ciclisti italiani che si erano distinti alle Olimpiadi di Londra ed ai Campionati mondiali di Amsterdam; a Terni venne organizzata nel 1950 la selezione per i Campionati mondiali di ciclismo dilettanti su pista, alla quale partecipò l’olimpionico Perona insieme ad altri (Sacchi, Torchia, Pugi). La sezione organizzò anche tra i soci una intensa attività di cicloturismo.

 

Pugilato

Fu il primo sport a riprendere dopo la guerra, sotto la guida di Ranieri, con allenatori Nello Sabbati e Pesarini. Fra i primi fecero spicco i nomi di Falcinelli e di Farfanelli, entrambi professionisti, poi di Quinto Massi,  Visciotti, Sisalli, Amanzi. Tra i dilettanti Ernesto Sabbati (figlio di Nello), Ricci, Ruggeri, Capaldini, Mariani, Petani, Scura, Moscatelli, Brau. Falcinelli nel dopoguerra sostituì negli appassionati di Terni il più anziano Farfanelli e conquistò un ruolo di grande rilievo in campo nazionale ed internazionale, disputando incontri memorabili vinti con il filippino Arasho, Nuvoloni, Rosa e Morabito fra i migliori pesi gallo italiani, fu campione italiano nel 1948, difese il titolo per due anni consecutivi, lo riconquistò nel 1952, incontrò pugili di livello internazionale (Mc Carthy, J. Tulu), si batté per il titolo europeo con Bondavalli. Cessata l’attività agonistica venne chiamato in Australia, a Melbourne, come allenatore di un importante Club, rientrò in Italia e venne assunto, nel 1964, come allenatore dal CDA Società Terni, dove dimostrò le sue alte qualità professionali e la sua generosità lanciando molti dei suoi allievi a livelli prestigiosi. Ernesto Sabbati, pugile dilettante di grande classe e livello tecnico, diede fulgore alla città, sulle orme di Falcinelli. Fu Campione italiano nel 1957 e nel 1958, anno in cui i Campionati italiani dilettanti furono organizzati a Terni. Selezionato per le Olimpiadi di Roma nel 1960, non poté partecipare per un modesto incidente fisico. Sono inoltre da ricordare tra i dilettanti, il massimo Capotosti, il welter Ricci vincitore dei Giochi del Mediterraneo 1951 e campione italiano dilettanti nel 1952. Più tardi per il CDA gli allievi più importanti di Falcinelli sono stati: Moscatelli, campione italiano dilettanti nel 1967 e Brau, campione italiano novizi nello stesso anno.

 

Lotta

Sotto la guida di Alberto Molfino allenatore e, sino al 1950, anche lottatore, gli atleti dell’USL nei primi anni furono Galeazzi, A. Proietti, Colonna, Ceppi. Raccolsero poi notevoli successi: Trippa, campione pesi piuma IIa serie nel 1948 e campione italiano nel 1951; nello stesso anno anche Lepri fu campione italiano pesi medi; entrambi parteciparono alle Olimpiadi di Helsinki nel 1952; Trippa partecipò alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956; Gelsomini partecipò alle Olimpiadi di Roma nel 1960, mentre 4 atleti dell’USL (Tombesi, Mario Molfino figlio di Alberto, Vagnozzi, Nannini) parteciparono alla preolimpionica. L’attività della sezione lotta (più propriamente atletica pesante, comprendente lotta greco-romana e lotta libera) si svolse anche nei campionati di serie minori (es. Novizi) e nei campionati o tornei a squadre, sempre con risultati di notevole livello.

L’attività della lotta, cessata nell’USL nel 1959, fu proseguita sotto la guida di Mario, figlio del grande indimenticabile Alberto Molfino. Dopo i successi come atleta Mario Molfino divenne allenatore e presidente del Gruppo Lottatori Ternani Alberto Molfino. La continuità della famiglia è stata assicurata poi da un Gionata Molfino, entrato prestissimo nella schiera delle promesse ternane.

 

Atletica Leggera

Allenatore ed anche addetto alla sezione fu, dal primo dopoguerra sino al 1953, il grande Aristide Facchini, già campione italiano dei 110 ostacoli e atleta di livello internazionale. Egli si prodigò con grande impegno per tutto il rigoglioso vivaio dell’atletica leggera ternana. La sua opera fu proseguita da Alessandrini, che era un buon mezzofondista. I primi atleti ternani nell’immediato dopoguerra furono Galeazzi, Dorval Falcinelli, A. Bizzarri, Amicarella, Alessandrini, Alessiani, Bianchi, E. Giulivi, A. Proietti, G. Corallo, Pecoraino, S. Mariani, C. Cipolla, Giovannini, ed altri.

Nel 1947, al Campionato Italiano di Società, l’USL si qualificò per le semifinali e Aristide Facchini si presentò in gara e conquistò il primo posto nei 110 ostacoli con il tempo strepitoso di 15”,8 malgrado la pista fosse stata resa pesante dalla pioggia.

Nel 1947 l’USL organizzò, allo stadio di viale Brin, una riunione internazionale alla quale parteciparono atleti inglesi e, tra gli italiani Tosi (che l’anno seguente vincerà la medaglia d’argento nel disco alle Olimpiadi di Londra), le nazionali Cordiale Gentile (giavellotto) e Piccinini (peso).

Amicarella fu campione italiano II serie nel 1947 per i 1.500 m, e fu in nazionale per 4 volte nel 1948 e 1949; Giulivi fu campione italiano di IIa serie per la marcia 10 km e 20 km. Nel 1950 venne alla ribalta W. Montanari, l’atleta più rappresentativo dell’atletica leggera ternana; in quell’anno ai Campionati studenteschi italiani, fu primo nel salto in alto, secondo nei 100 m e primo nella staffetta 4x100 con Braghiroli, Bifolchetti, Negroni ai Campionati italiani IIIa serie fu terzo nei 100 e primo nella staffetta 4xl00 con Bianchi, Negroni e Braghiroli; nel 1951 ai Campionati italiani assoluti fu primo nei 200 e secondo nei 100 m; ai Giochi del Mediterraneo, in Alessandria di Egitto, fu primo nella 4xl00 e terzo nei 100 e nei 200, fu convocato in nazionale per Italia-Germania; nel 1952 per Italia-Svizzera; in quell’anno partecipò alle Olimpiadi di Helsinky, fu in nazionale contro la Jugoslavia vincendo nella staffetta 4x100; nel 1954 fu ancora in nazionale contro l’Austria e la Svizzera; ai Campionati italiani assoluti fu primo nei 200 m; nel 1955 fu terzo nei 200 e primo nella 4xl00 ai Giochi del Mediterraneo in Barcellona e terzo nei 200 m ai Campionati Assoluti Italiani; nel 1956 fu convocato per una prova preolimpionica, ma nelle prove della 4xl00 riportò un trauma che gli impedì di partecipare alle Olimpiadi di Melbourne; nel 1957, dopo una pausa di un anno, ritornò alle gare ed ai Campionati italiani assoluti fu terzo nei 100 m dopo Berruti; fu convocato in nazionale contro la Svezia, insieme a due atleti dell’USL, Laliscia ed Antonelli di cui è detto in seguito; partecipò ai Campionati Italiani di Società nel 1958, anno in cui l’USL si classificò al sesto posto (altri atleti dell’USL, in quell’anno furono Antone1li, Laliscia, Gobbe, Carnevali, Mattei, Ronconi, Panizza). In quell’anno Montanari, che si era già affiancato ad Alessandrini come allenatore, lasciò l’attività agonistica (pur avendo ancora al suo attivo risultati come 10”,8 nei 100 e 22”,1 nei 200); nel 1961 venne chiamato come allenatore per una ripresa dell’attività, più rivolta all’inizio ai soli soci e loro familiari, ma che si sviluppò successivamente, rinverdendo gli allori dell’USL.

Altri atleti che hanno lasciato il segno nei risultati, in questa specialità sportiva di base, sono stati: nel 1954 Garnero, quarto negli 800 ai Campionati Italiani assoluti e Volpini, quinto nel salto in alto; nel 1955 ai Campionati Assoluti Mattei, quinto nei 400 ostacoli e primo sempre nei 400 ostacoli ai Campionati di IIa serie, nei quali Volpini fu secondo nel salto in alto; anche nei IIIa serie si distinguono molti atleti dell’USL (Gobbe, Ronchini, Facondini, Biancucci, Tardella). Nel 1956 Gobbe (fondo e mezzofondo fu convocato in nazionale Juniores contro la Francia; si distinsero anche Palombi (1.500), Ronchini (asta), Facondini, Moroni, Marinangeli, Porcellati (4x100) Candelori (giavellotto), Giacomo Porrazzini, poi Sindaco di Terni (fondo). Abbiamo già detto di Laliscia (lancio del disco e del martello) e di Antonelli (fondo), convocati in nazionale con Montanari nel 1957. Antonelli fu anche in nazionale nel 1958 contro la Svizzera.

Nel 1957, l’anno in cui Montanari affianca Alessandrini come allenatore maschile, l’USL si arricchisce di una squadra femminile di atletica leggera, prima sotto la guida della professoressa Ricciarelli: tra tutte fece spicco Nadia Mecocci, 100 e 200 m, che venne convocata in nazionale nel 1958 per Italia B - Belgio, vincendo i 100 m; nel I959 fu convocata due volte in nazionale contro l’Olanda e l’Austria. Altre figure dell’atletica femminile USL-CDA furono A. e D. Monti, A. Miconi, V. Montanari (velociste), L. Battistelli, G. Galeazzi, L. Santi (saltatrici), A. Antimiani, M.G. Ciucci, A. Molina (lanciatrici).

Dopo la ripresa del 1961 si ritornò all’agonismo: nel 1963 L. Carrozza, già della Libertas e nazionale nel 1961-62, vestì la maglia giallo-azzurra del CDA partecipando a due incontri della nazionale italiana (contro la Polonia e nel triangolare contro Austria e Grecia); C. Latini vinse nei 100 m il Campionato Italiano Studentesco, la Mecocci fu convocata in nazionale due vo1te (contro l’Austria e contro Francia - Jugoslavia); nel 1964 un nuovo atleta, assunto dalla Società Terni, G. De Palma (5.000 e 10.000 m), rinverdì i successi dell’USL; nel 1964 il CDA organizzò la Coppa dell’Industria, tra squadre di grandi aziende, costituite di atleti di grande prestigio. Dopo le varie prove il CDA si classificò terzo dietro a SMIA Milano e FIAT, superando però Dalmine e altri squadroni. Altri due atleti assunti dalla Società Terni vennero a potenziare la squadra: Bernardini (disco e martello) e Magini (velocista), mentre grandi cure furono dedicate alla categoria allievi, dove si distinsero Cerasoli, Rossini, Trastulli, Ferrera, Lupattelli, G. e R. Giovannelli, Stella, Florio, Agostini.

Da ricordare è Alfonso Ottaviani, che iniziò la sua attività nell’atletica leggera (fondo - corsa campestre) come pure nel nuoto, per divenire un grande specialista di pentathlon moderno (corsa campestre, nuoto, scherma, ippica, tiro a segno), fu selezionato per le Olimpiadi di Roma (1960) e, passato direttamente al CONI, partecipò alle olimpiadi di Tokyo (1964) e Città del Messico (1968). Tornato a Terni e lasciato l’agonismo, divenne allenatore.

 

Nuoto

Nei primi anni del dopoguerra i nuotatori di Terni, sotto la guida di Giunta (che era allenatore già prima degli eventi bellici) si avvalsero della piscina di Nera Montoro, subito ripristinata. L’attività si svolse a livello locale ma con buoni risultati dei nuotatori (i tre Ubaldi, i due Campana, Campili, Canenzi, Borgo, Fattori, Crescenzi, Chiavarini).

Ma è con la costruzione, ne1 1949, della nuova piscina olimpionica in via Muratori, che si sviluppa a Terni un vivaio di nuotatori. Addetto alla sezione nuoto fu G. Mirabelli, ad essa si dedicò L. Natali, responsabile provinciale della Federazione Nuoto; gli allenatori furono Giunta e Zabberoni.

Gli atleti di maggior levatura furono Filetti (100 stile libero), Picchiami (velocista stile libero e ranista), Napaletti (ranista) ed Ottaviani (fondo), del quale si è fatta menzione nell’atletica leggera. Nella Categoria esordienti l’undicenne Emanuela Cipolla, del CDA, si classificò prima nei Campionati Italiani di categoria 1968 a Catania.

L’attività dell’USL si sviluppò notevolmente a livello di squadra e come organizzazione: nel 1950 a Terni si tenne un incontro con la Vis Pesaro, la rappresentativa ternana fu composta da L. Natali, M. Ravagnan (citato a maggior titolo nella Scherma), Campana, Campili, Gentili, Mariani; nel 1952 vi fu la partecipazione alla semifinale nazionale della “Coppa Scarioni” ed alla gara di fondo per la traversata del lago di Scanno (7 km) nonché l’organizzazione e partecipazione all’incontro con la sezione natatoria del Rugby L’Aquila; nel 1955 vi fu la partecipazione ai Campionati nazionali di serie B, con gli atleti Ottaviani, E. ed O. Ubaldi, Brunotti, Grasselli, Chiavarini, Napoletti, Filetti, Fattori, Canenzi, Campili, Morelli; e, nel settembre di quell’anno l’USL organizzò nella piscina del Villaggio Sportivo i Campionati Nazionali Assoluti, che videro la vittoria, in più specialità, del miglior nuotatore italiano di allora, Angelo Romani, il quale stabilì il nuovo primato nazionale sui 400 stile libero; nel 1956 si tenne a Terni il concentramento del V girone del Campionato nazionale di serie B dove la squadra dell’USL, con Picchiami, Filetti, Donatelli, si classificò terza; nello stesso anno fu organizzata a Terni la fase finale dei Campionati Nazionali Maschili di serie A.

 

Calcio

Così come prima della guerra con il Dapolavoro Aziendale e la Polisportiva “Borzacchini” della Società Terni, le vicende del calcio ternano rimangono, anche dopo, intrecciate con quelle dell’USL. Nel 1946 si iniziò con un torneo fra squadre dei settori della Società Terni (direzione generale, reparti dello stabilimento di Terni) rinforzate da giocatori della “Ternana Calcio” (Cioni, Ancillotti, Strinati, Donti, Cestari). Una prima squadra dell’USL disputò incontri provinciali e regionali con giocatori quali Cabiati, Bravetti, Pecoraino, Ilari; allenatore era Pangrazi ed il responsabile era Ventrella, affiancato poi da Riccini, già terzino della “Ternana” negli anni ’30.

Nel 1948 la sezione calcio dell’USL vinse il campionato umbro di Ia divisione e proseguì anche negli anni successivi con buoni risultati; la “Ternana” invece, dopo essere stata tre anni prima sulla soglia della divisione nazionale, nel 1950 retrocesse in serie promozione e cadde in una grave crisi rischiando di non partecipare al campionato successivo; l’unica salvezza sembrò allora quella di farla assorbire dall’USL, ma il Consiglio Direttivo di questa non dette parere favorevole, nell’assunto che l’intera attività del sodalizio USL dovesse rimanere esclusivamente dilettantistica.

Il rifiuto non alterò i buoni rapporti tra la maggiore Società calcistica cittadina e l’USL, la prima superò la crisi mentre l’attività della sezione calcio dell’USL, poi CDA, proseguì, sempre più orientandosi verso la creazione di un rigoglioso vivaio di giovanissimi, da lanciare poi in altre società di maggior livello e mantenendo la partecipazione a serie minori ed a tornei. Il CDA assunse come allenatore un ex calciatore della “Ternana”, Strinati, che svolse un ottimo lavoro specie nella formazione e preparazione giovanile.

 

Pallavolo

Già nel 1945 Barbato, che aveva inserito la pallavolo nel 1934 tra le specialità del Dopolavoro “Terni”, riattivò la squadra e divenne responsabile della sezione nell’USL; gli stessi giocatori approntarono un campo di fortuna tra le macerie della vecchia fonderia distrutta dalle bombe ed iniziarono l’attività; nel 1946 si costituì la Federazione Italiana Pallavo1o e Barbato, divenuto delegato per l’Umbria, esercitò con l’USL e con l’assenso del Provveditorato un’azione di stimolo nelle scuole cittadine, iniziando alla pratica della pallavolo alcuni insegnanti di Educazione Fisica e svolgendo un’opera di selezione.

La squadra dell’USL, con Barbato allenatore e giocatore, si presentò in competizioni nazionali: nel 1948 era in serie C, dove ne1 1950 conquistò il secondo posto; di questa squadra facevano parte: Barbato, Mazzola, Franco Casagrande, Toscanella, Fusaroli, D. Borzacchini, A. Conti, Plini, Gubinelli.

Nel 1950 si svolsero a Terni, organizzate dall’USL, due manifestazioni di spicco: un Torneo a 5 squadre, indetto dalla Federazione di Pallavolo, al quale parteciparono la Valsazia di Roma, la Rappresentativa di Orvieto, la Società Sportiva Fiamma e la Bosico di Terni nonché l’USL, che vinse il Torneo; le semifinali di serie C dove l’USL batté la Victoria di Pesaro e il Circolo Adriatico di Ancona. La squadra guidata da Barbato alla fine dell’anno fu promossa in serie B e mantenne la posizione sino al 1958, quando l’attività agonistica si interruppe.

Nel 1951 era anche stata costituita, sotto la direzione di Franca Polidori, una squadra femminile (della quale faceva parte Franca Barbato, figlia dell’allenatore), che nello stesso anno partecipò ai Campionati nazionali a Reggio Emilia.

Dopo una lunga interruzione la sezione pallavolo si ricostituì nel 1971 presso il CDA, sempre sotto la guida di Barbato, e nel 1976 riconquistò la serie B, con la squadra composta dai due Agulli, Andreani, Beato, Bifolchetti, Binnella, R. Campana, Carli, D’Orazio, M. Parisi, M. Trastulli, Vinco, allenatore E. Ubaldi e direttore sportivo Barbato.

 

Ginnastica artistica

Nel 1948 l’USL riadattò e dotò di nuove attrezzature la palestra di via Muratori, riportandola all’uso cui era stata destinata, dopo che, salvatasi dai bombardamenti, era stata utilizzata nell’immediato dopoguerra da un calzaturificio.

I ginnasti ripresero allora la loro attività, sotto l’appassionata guida di R. Fancelli cui si affiancò D. Spina. Questi nella speranza di partecipare alle Olimpiadi di Londra, riprese ad allenarsi richiamando a questa bellissima disciplina sportiva l’interesse di molti giovani, ai quali egli si dedicò ottenendo notevoli risultati. I primi nomi che si imposero all’attenzione del pubblico furono: Ferranti, Rosolani, Sampaolesi, Fanelli e Fanesi. Gli ultimi due divennero ottimi aiuti di Spina nel suo lavoro di allenatore. Nel 1955 l’attività si estese anche ad una sezione femminile con istruttrice Franca Polidori, insegnante di educazione fisica, che ottenne notevoli risultati con le sue ginnaste, delle quali si distinsero maggiormente: Del Vitto, Martellucci, Romani, Liberati, Federici, Faraoni, Cocci, Menci, Conti.

 

Tennis

Nel dopoguerra il tennis riprese l’attività dapprima sui vecchi campi ripristinati presso lo stadio di viale B. Brin e poi sui nuovi campi del Villaggio Sportivo. I primi responsabili della sezione furono Lendinara ed A. Bizzarri. Gli atleti più rappresentativi: Casadei, A. ed R. Bizzarri, di buon livello molti altri tra i quali Biancucci. L’attività fu centrata più su tornei aziendali, ma i nomi che abbiamo citato di Casadei e dei due Bizzarri si distinsero sul piano agonistico, nella IIa serie nazionale. I campi del Villaggio Sportivo furono messi a disposizione dei soci ed anche della città per attività di tipo amatoriale.

è da rilevare la grande manifestazione, organizzata dall’USL negli anni ‘50 su uno dei campi di via Muratori dotato appositamente di tribune per i1 pubblico, nella quale si esibirono alcuni tra i più grandi tennisti del mondo, appartenenti al “circuito” professionistico di J.A. Kramer: tra essi gli australiani Hoad e Rosewall, l’americano Gonzales, 1o spagnolo Gimeno, gli italiani Cucelli e Del Bello. Nel 1962-63 il CDA ingaggiò a Roma un maestro palleggiatore di tennis che svolse una intensa attività formativa di giovanissime leve.

 

Scherma

Nel dopoguerra questa disciplina sportiva riprese con i1 Circolo della Scherma, una organizzazione cittadina, che raccolse gli atleti provenienti dal settore schermistico del Dopolavoro Aziendale “Terni” divenuto poi, sempre prima degli eventi bellici, Circolo Ternano della Scherma. I nomi: Bicciolo, G. e B. Boscherini, Conti, L. Crisi, Giovannini, Parisi, Tiburzi, Trivelli ed altri. L’USL nei primi tempi svolse una attività, parallela a quella del Circolo, con la propria sezione di scherma fra dipendenti della Società Terni, alla quale fu addetto Baruchello, utilizzando il Maestro Galante, lo stesso istruttore del Circolo: nell’attività si distinsero i fratelli Ravagnan, G. Papuli, E. Sabatini, lo stesso Baruchello ed altri, affermandosi in campo regionale e nazionale. Mario Ravagnan fu selezionato per le Olimpiadi di Melbourne del 1956. Parallelamente si svolsero campionati aziendali che, tra le altre specialità, comprendevano la Scherma.

La sezione dell’USL fu poi completamente assorbita dal Circolo della Scherma, che ancora oggi prosegue la sua intensa attività con brillanti risultati.

 

Bocce

Il gioco delle bocce, classica attività sportiva e ricreativa, riprese con l’USL che costruì sei campi di bocce presso il Villaggio Sportivo di via Muratori; i primi a cimentarsi su di essi furono R. Fancelli, Q. Zamparini, Catana; nel 1947 Milardi e Ascani conquistarono il titolo di campioni italiani a coppia di categoria A; nel 1950 G. Zamparini, il numero uno dei bocciofili ternani divenne campione italiano singolo categoria B; nel 1951 la terna G. Zamparini, Z. Paganelli, Giovanetti, conquistò il titolo di campione d’Italia categoria A e M. Chiari divenne campione italiano individuale di categoria B; la terna G. e Q. Zamparini, Milardi si classificò seconda al campionato italiano mentre Persichetti divenne campione italiano singolo categoria B; nel 1953 la terna Q. Zamparini, Lo Storto, Miliardi, vinse il titolo italiano cat. A; nel 1958 la coppia G. Zamparini e Bevilacqua vinse il titolo italiano cat. A ed Agostani fu campione italiano singolo cat. B; nel 1959 la coppia G. Zamparini e Bevilacqua si confermò campione d’Italia categoria A; ne1 1963, con i1 CDA, G. Zamparini divenne campione italiano singolo categoria A.

Da questa epoca in poi G. Zamparini e gli altri campioni passarono ad altre società ma continuarono nei loro successi cosicché Zamparini, nel 1983, conquistò l’ottavo titolo di campione d’Italia.

 

Altre discipline sportive

Si potrebbe esporre l’attività svolta in altri settori: pallacanestro, pattinaggio, caccia, escursionismo; essi, però, o furono di breve durata (pallacanestro), o si svolsero in modo promiscuo con altre associazioni cittadine ed è difficile distinguere l’attività propria dell’USL dalle altre.

Per quanto riguarda la pallacanestro tuttavia è da ricordare l’entusiasmante esibizione dei ”Globe Trotters”, la più grande compagine mondiale di professionisti del Basket, che si incontrarono con l’altra compagine, gli “All Stars”, su uno dei campi da tennis di via Muratori, appositamente attrezzato di pavimento in legno smontabile (dei Globe Trotters) e di tribune per i1 pubblico, dando uno spettacolo indimenticabile, con i grandi “solisti” Tatum e “Lemon” e richiamando un pubblico numerosissimo ed entusiasta. L’organizzazione dell’USL, curata con il massimo impegno da A. Ranieri e da R. Gerri, fu perfetta.

 

L’attività culturale

Nel 1960 si costituisce il CDA che, pur con qualche differenza, mantiene una sua continuità con la gloriosa USL. Le differenze riguardano il Consiglio direttivo (di nomina della Società Terni, composto di rappresentanti per ogni Sezione aziendale, secondo il nuovo organigramma introdotto dalla Presidenza di allora dell’Azienda). Presidente è ancora G. Cipolla e vicepresidente A. Ranieri, segretario Fortini, tra i consiglieri G. Papuli e D. Mascio, addetto all’organizzazione R. Gerri. Nel 1969 il Consiglio si rinnova in parte: presidente G. Cipolla, vicepresidenti G. Papuli e G. Longhi, tra i consiglieri P. Bizzarri (capo del personale della Società Terni), dal quale verrà un grande impulso innovativo alla parte culturale; addetta alla cultura Marcella Calzolai e ai settori sportivo e ricreativo R. Gerri. Nel 1974, su progetto dell’arch. Cesare De Seta, verrà realizzata la nuova sede del Circolo, con una grande biblioteca adatta anche a dibattiti ed incontri, bar, grande sala riunioni, sala per biliardo.

L’attività culturale inizia già nel primo periodo del CDA con mostre di pittura e fotografiche, aperte ad opere dei soci; tra le mostre fotografiche una molto importante fu realizzata nel 1967 presso il salone della Camera di Commercio; intitolata “Acciaio anno zero”, essa presentava una retrospettiva fotografica costituita da 74 immagini delle “Acciaierie”, tratte dall’Archivio fotografico storico della Società Terni e stampate da A. Caporali con grande perizia, dando il massimo risalto ad un materiale di per se stesso eccezionale: si trattava della prima voce di un progetto di archeologia industriale della città. Altra mostra di uguale interesse su un tema originale fu quella dedicata a “Forme e immagini spontanee dell’acciaio” nella sala XX Settembre del vecchio Palazzo Comunale, promossa e allestita da G. Papuli, S. Sabatucci, coadiuvati da S. Bernarducci. I “pezzi” in mostra erano scarti di laminazione, colaticci di fonderia, trucioli di tornio, micrografie a colori, impronte fotochimiche di pezzi sezionati, selezionati in un lungo paziente lavoro, in modo da comporre un insieme di grande suggestione. Di altro genere fu, sempre nel 1968, un concorso fotografico sul tema “Estate 1968” il cui bando precisava: “è un invito ad analizzare le particolarità per cui questa estate ‘68 si distingue e caratterizza, evidenziando solo gli elementi tipici di una condizione generale sul piano del costume, del vivere sociale e culturale, tentandone una interpretazione critica.”

L’attenzione del settore culturale del CDA si rivolse anche agli avvenimenti che investirono non solo il nostro paese ma il mondo, aprendo orizzonti più ampi alla nostra realtà puramente provinciale e gettando nella nostra città le basi per una rinascita culturale.

Tra le iniziative vi fu la proiezione di cicli di film d’autore, che ebbe grande successo, con notevole affluenza di spettatori al Teatro di Pentima (appartenente al Centro IFAP di Terni, che fu realizzato nel 1962 dall’IFAP, azienda di formazione dell’IRI, su progetto dell’arch. Del Debbio e mia direzione lavori) ed al cinema Fiamma; dopo gli spettacoli vi erano gli interventi di autorevoli critici e dibattiti.

Tra i cicli di film proiettati vi furono: nel ‘66 “I registi degli anni ‘60”, nel ‘67 ”Cinema tra favola e storia”, nel ‘68 “Critica e pubblico”, nel ‘69 una “Panoramica dei film recenti (‘67-‘68)”, nel ‘70 una “Personale di Antonioni”, nel ‘71-‘72 “America amarissima” e “Successi ‘70-‘71”; ne1 ‘73 “Cinema e mondo del lavoro”; nel ‘74 “Bertolucci e Bellocchio”; nel ‘75 una “Personale di Marlon Brando”; nel ‘75-76 una “Personale di Pollack”.

L’iniziativa più nuova e più spettacolare, tale da porre Terni all’avanguardia non solo in campo nazionale ma nell’intera Italia centrale, fu quello di portare a Terni il mondo del jazz, dapprima con complessi italiani ed europei, poi con i grandi nomi del jazz americano.

Appartennero al primo periodo (dal ‘67 a ‘69) la Roman New Orleans Jazz Band, il Traditional Jazz Studio di Praga, la New Emily Jazz Band, il Quintetto di Pepito Pignatelli, il Quartetto di Enrico Rava, la New Dixieland Sound di Rosa con Minnie Minoprio, la Gil Cuppini Big Band, il Complesso Romano Mussolini.

Nel secondo periodo passarono a Terni i più bei nomi del jazz: Gerry Mulligan, il più grande sassofonista baritono che il jazz abbia espresso e grande musicista, con il suo West Coast Jazz; il “vecchio” Teddy Wilson, il pianista di Benny Goodman; Chick Corea, italo-americano pianista di grande livello nel free jazz e poi nel jazz-rock; Frank Hubbard, trombettista, Charlie Shavers, Elvis Jones e tanti altri. Furono concerti indimenticabili alla Sala XX Settembre e alla Sala Minerva, con partecipazione di un numero di spettatori che nessun altro avvenimento aveva registrato sino allora.

è molto probabile che l’enorme interesse suscitato nella nostra città dal circuito del grande jazz, che sino allora aveva sfiorato l’Italia soltanto a Milano ed a Bergamo, abbia indotto la Regione ad organizzare nel 1973 il primo festival in questo campo, dando vita ad “Umbria Jazz”.

Altra iniziativa di successo fu quella degli “incontri in biblioteca” (o ancora prima, ricordo un incontro con Giorgio Bocca) ed infine delle esibizioni di grandi nomi del cabaret e della musica popolare. Ricordiamo, tra il ‘66 e il ‘73, Otello Profazio (canti nuovi e vecchi del Sud), Daisy Lumini (rassegna di canti popolari), Achille Millo e Milly (canti e dizione) tutti al teatro Pentima; ancora recital con Milly, Svampa e Patruno, Murolo, Caliendo; Sclafani con i pupi siciliani; Giorgio Gaber ed Amalia Rodriguez, la grande cantante portoghese.

 

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