Codice fiscale inverso: come ricavare i dati anagrafici dal codice fiscale

Il codice fiscale inverso è un elemento essenziale nella vita di qualsiasi commerciante. Questa pratica, infatti, permette di ricavare dalla stringa alfanumerica del codice fiscale (ovviamente, lo stesso vale per la tessera sanitaria) i dati relativi al suo possessore. I sedici caratteri che compongono il codice fiscale, infatti, contengono al proprio interno tutte le informazioni anagrafiche della persona. Nome e cognome, data e luogo di nascita.

Questo pratico strumento serve soprattutto alle Forze dell’Ordine, poiché permette loro di verificare l’eventuale veridicità dei documenti presentati. Anche i negozianti se ne possono avvalere, in maniera tale da evitare di incorrere in truffe. Il codice fiscale inverso, in sintesi, ha la principale funzione di evitare di incappare in qualche raggiro.

Come calcolare il codice fiscale inverso: le regole da conoscere

Naturalmente, per poter calcolare manualmente il codice fiscale inverso, è necessario conoscere le regole attraverso cui l’Agenzia delle Entrate regola l’emissione di questo documento. Per quanto riguarda nome, cognome e data di nascita, le regole sono abbastanza basilari, mentre già più complicata si rivela la questione sul fronte “luogo di nascita”. Ben più difficile è riuscire a ricavare l’ultimo carattere del codice alfanumerico.

Proprio per questo, gli esercenti e gli specialisti si possono avvalere di appositi calcolatori online come tipo CodiceFiscaleInverso.com. Grazie ad esso, sarà sufficiente inserire il codice fiscale di cui si è in possesso per ricavare, con precisione assoluta, i dati relativi alla persona fisica di riferimento. Inoltre, grazie a essi è possibile scoprire se il codice di cui si è entrati in possesso è reale oppure no. Scopriamo come.

Nome e cognome: quando il gioco è (quasi) facile.

I primi sei caratteri del codice fiscale servono per indicare il nome e il cognome dell’intestatario. Quando si è in possesso dei dati anagrafici dell’individuo, ricavare queste lettere è abbastanza semplice. È necessario, infatti, limitarsi a selezionare le prime tre consonanti del cognome per ricavare l’esatta sequenza. Nel caso questo avesse meno di tre consonanti, sarebbero chiamate in causa le vocali, in rigoroso numero di comparsa. Infine, se il cognome è composto da appena due lettere, basta apporre una X nel terzo slot a disposizione del cognome.

Il codice fiscale inverso è leggermente più complicato da ricavare. Infatti, bisogna combattere contro i casi di omonimia che vengono gestiti, in maniera diversa, a seconda delle normative emesse dalle leggi del 1976. Prendiamo, ad esempio, i casi del cognome Rossi e dei suoi derivati. Rossi, Rossini, Rossetti, Rossettini e tutti i cognomi la cui radice è composta da queste lettere riportano, infatti, al codice RSS e tutti, nel proprio codice fiscale, presentano questa nomenclatura. Per questo, è davvero complicato ricavare a mente un codice fiscale inverso.

Stessa sorte, ovviamente, tocca ai nomi. Giovanni, Giovanna, Giovannino e Giovannina, ad esempio, hanno tutti la stessa radice e per questo saranno riportati come “GVN”. Nonostante il sesso sia distinguibile dai caratteri che succedono a quelli relativi a nome e cognome, destreggiarsi in un universo fatto di nomi, nomignoli e nomi composti è decisamente complicato. Ad esempio, anche un eventuale Giovanni Maria, sul proprio codice fiscale, riporta i caratteri “GVN”.

Data e luogo nascita: il dato da cui non si può scappare con il codice fiscale inverso

Come abbiamo avuto modo di vedere, per nome e cognome vi sono delle variabili non indifferenti da tenere in considerazione. Lo stesso discorso, invece, non vale per la data di nascita, che è abbastanza semplice da ricavare. Infatti, il settimo e l’ottavo carattere del codice fiscale riportano l’anno di nascita. Le cifre possono andare da 00 a 99 e omettono, ovviamente, i caratteri relativi a millennio e il secolo. Di seguito a queste, poi, vi è una lettera, che si colloca come nono carattere del nostro identificativo alfanumerico. Per il calcolo del codice fiscale inverso è necessario ricordare, a memoria, a quale mese corrisponde ogni singola lettera. A, ad esempio, sta per gennaio, mentre B sta per febbraio. Anche in questo caso, è praticamente impossibile sbagliarsi.

Più complicato si presenta, infatti, leggere il giorno di nascita. In questo caso, infatti, bisogna tenere in considerazione il sesso dell’intestatario. Mentre gli uomini riportano il proprio giorno di nascita, le donne devono aggiungere a questa cifra un “40”.

Ad esempio, due persone nate in data 08/01/1982 possono riportare due codici fiscali diversi a seconda del sesso. Il primo, infatti, presenterà il codice 08 A 82 perché maschio, la seconda, invece, avrà l’identificativo 48 A 82 in quanto donna.

Il luogo di nascita, infine, viene determinato dal codice catastale del vostro comune. Per poterlo compilare a memoria, è necessario ricordare a memoria tutte e quattro i caratteri di tutti i 10000 comuni presenti in Italia. Molto più pratico, eventualmente, cercarlo online.

Il codice fiscale inverso: il CIN permette di distinguere i veri dai falsi

Se tutti i dati che abbiamo elencato sino ad ora sono abbastanza semplici da ricavare, ad eccezione del nome e del cognome per via delle omonimie è il CIN che determina la veridicità di un codice fiscale. Il carattere di controllo è rappresentato dall’ultima lettera della nostra stringa ed è una delle lettere dell’alfabeto.

Ricavare questa lettera è più complicato di quanto si possa pensare. È necessario, infatti, attribuire ad ogni singolo carattere del nostro codice fiscale un valore numerico. La sommatoria dei quindici caratteri di cui è composto il nostro identificativo andrà diviso per 26. A seconda del resto di questa divisione, infine, verrà apposta l’ultima lettera. Fortunatamente questo dato non riveste alcuna importanza per l’identificazione di un individuo.

Calcolare il codice fiscale inverso permette di assicurarsi di non incappare in truffe. Infatti, la maggior parte dei documenti falsificati presenta un carattere non in linea con i criteri dell’Agenzia delle Entrate. Sta a voi, poi, scegliere se ricavare i dati manualmente, con il rischio di sbagliare, o affidarvi ad un software online che svolga il lavoro al posto vostro.

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